Gli smart speakers stanno rivoluzionando le abitudini di ascolto. Una rivoluzione della portata simile a quella teorizzata nel 1979 dai The Buggles in “Video killed the radio star”.
Nel brano la band sosteneva che i video stessero “uccidendo” le radio per via della nuova dimensione visiva apportata al mondo della musica. Da allora ne è passato di tempo ma le radio esistono ancora, i video anche.
I fenomeni, a quanto pare, tendono a ridimensionarsi ma mai a scomparire del tutto. Si pensi alla SEO, ai blog o ai social network. Ogni anno qualcuno ne prevede la fine, eppure non è così.
È questo l’anno dei Podcast e degli smart speaker?
Cosa dire riguardo i podcast? Nessuno ne ha decretato la fine, anzi. Sono ormai diversi anni, almeno tre, che si sente ripetere come questo sia l’anno dei podcast.
Tuttavia, fin quando non si consultano i numeri, queste affermazioni lasciano il tempo che trovano. Quali dati possiamo consultare?
Lo studio The Infinite Dial , a cura di Edison Digital, raccoglie i dati inerenti al consumo di media audio.
La ricerca è incentrata sul mercato americano ma è ugualmente possibile dedurre considerazioni valide anche per il mercato italiano.
Smart speaker e podcast: due fenomeni di pari passo
La prima considerazione è che il crescente numero di smartphone, smart speaker e piattaforme per la riproduzione dei podcast sta causando due fenomeni che meritano un’attenta riflessione.
Il fenomeno tecnologico degli smart speaker
Quanti americani possiedono uno smartphone? Oltre l’85% della popolazione. Nel 2022 sono stati stimati ben 252 milioni di dispositivi.
Per quanto riguarda invece gli smart speaker, i numeri sono ancora più interessanti: oltre 100 milioni di americani ne hanno almeno uno.
Le percentuali sono in crescita non solo dal punto di vista del numero dei dispositivi in circolazione ma anche nel numero di smart speaker in casa.
Oltre un terzo delle case degli americani oggi dispone di 3 o più smart speaker, praticamente uno in ogni stanza.
Il dato assume ancora più importanza se confrontato con gli anni precedenti. Nel 2018 solo l’11% degli americani dichiarava di possedere più d’uno smart speaker in casa.
Questi aumenti non sembrano favorire le radio. Sono infatti in rapida diminuzione il numero degli strumenti atti alla riproduzione radiofonici (radio e radiosveglie).
Nel 2022, il 39% degli americani ha dichiarato di non possedere alcun apparecchio radiofonico. Nel 2008 solo il 4%.
Curiosamente coloro che dichiarano di non avere un apparecchio radiofonico in casa, sono numericamente simili a coloro che dichiarano di avere 3 o più smart speaker in casa.
Di fronte a questi dati si è portati a pensare che lo smart speaker stia sostituendo gli apparecchi radiofonici.
Il fenomeno culturale degli smart speaker
È interessante chiedersi, a questo punto, come vengono utilizzati gli smart speaker. Consultando i dati emerge un grande aumento del consumo di podcast.
Gli utenti dichiarano di ascoltare 6 ore e 39 ore di podcast ogni settimana. Circa un’ora al giorno.
Il declino dell’utilizzo di apparecchi radiofonici e la crescita del numero di smart speaker implica che i contenuti più richiesti dagli smart speaker siano soprattutto i podcast e non le trasmissioni radiofoniche.
Il dato è fondamentale e ci fa capire che possedere uno smart speaker porti a cambiare le abitudini d’ascolto.
Non si tratta semplicemente di sostituire l’apparecchio ma di utilizzarlo in maniera diversa. La radio, ricordo, ci obbliga a una sostanziale abitudine data dal palinsesto.
Per quanto riguarda il podcast, invece, posso scegliere il contenuto che preferisco nel momento che preferisco.
Inoltre, a quanto si evince, l’ascoltatore, pur potendo scegliere tra contenuti radio riproposti in formato podcast e contenuti podcast creati ad hoc, opta comunque per questi ultimi.
Si è di fronte a un cambio di abitudini di cui bisogna tener conto.
Smart Speaker: una nicchia non ancora esplorata
Una nota a margine è da dedicare alla scarsa presenza di podcast pensati per essere ascoltati da più persone in auto (fruizione in car).
Come abbiamo visto, gli apparecchi radiofonici sono sempre meno utilizzati e di conseguenza è lecito aspettarsi che i podcast verranno sempre più ascoltati anche in auto.
Il podcast tuttavia è tipicamente pensato per essere ascoltato da soli, quando ad esempio: stiamo correndo, sistemando casa o siamo impegnati in altre attività quotidiane e non in auto con la famiglia o il partner.
Valutare questo aspetto, apre ad un’interessante opportunità di sicuro interesse per i podcast producer: creare contenuti specifici da ascoltare in auto, o comunque in ambienti dove sono presenti più persone.
Focalizzarsi su questo obiettivo potrebbe rappresentare una scelta vincente che può portare ad intercettare una nicchia di ascoltatori non ancora adeguatamente coperta.
Conclusioni
Non si possono ignorare i fenomeni culturali e tecnologici in atto causati dagli smart speaker. Come abbiamo visto, questi dispositivi stanno effettivamente cambiando le abitudini d’ascolto degli utenti.
Analizzare le nuove tendenze di mercato è basilare oggi per definire al meglio la tipologia di contenuti e il pubblico a cui ci si rivolge, la durata degli episodi ed individuare nuove nicchie di ascoltatori non ancora raggiunte.
Se ti interessa sapere di più, questi e altri argomenti sul branded podcast sono trattati nel mio libro: Branded Podcast Producer. Narrazioni audio per brand capaci di farsi ascoltare.







