I migliori trailer di podcast a cui ispirarsi

Migliori trailer podcast

Nei Podcast il trailer è un elemento fondamentale. Non a caso ho inserito i trailer tra le 5 strategie per il successo di un podcast aziendale.

Che cos’è il trailer di un podcast?

Si tratta di un contenuto che deve avere determinate caratteristiche:

  • essere breve: il trailer del podcast deve durare al massimo qualche minuto (tra 30 secondi e 2 minuti), 
  • riassumere il concept del podcast o presentare l’argomento che verrà trattato,
  • essere il più possibile emozionale per invogliare le persone ad ascoltare il resto.

Il trailer è il biglietto da visita di una serie podcast e gioca un ruolo importante per il posizionamento del podcast. 

Se da un lato il podcast ha una funzione comunicativa: offre a chi ascolta un’anteprima del contenuto che può invogliare e aiutare l’ascolto, dall’altro lato ha anche una funzione tecnica: anticipare la presenza e la distribuire del podcast su tutte le piattaforme prima dell’uscita degli episodi.

Inoltre, alcune piattaforme di ascolto, in particolare Spotify ed Apple Podcasts, prevedono una visualizzazione privilegiata per i trailers. 

Produrre un trailer di qualche minuto non è ancora un’abitudine consolidata sul mercato italiano per questo trovo sia utile ispirarsi ai migliori esempi di trailer di podcast.

I migliori trailer di podcast

Heavyweight

Prodotto da Gimlet Media, arrivato alla settima stagione, Hosted by Jonathan Goldstein.

La serie racconta alcuni dei momenti più spiacevoli delle vite dei protagonisti. Episodi che hanno determinato un litigio, una separazione o un allontanamento da qualcuno. Il podcast racconta quel momento e si pone l’obiettivo di risolvere quelle situazioni e di riappacificare, tra loro, i protagonisti di ogni storia.

L’host si definisce così: “like a therapist with a time machine” ovvero come uno psicologo con la macchina del tempo.

Ascolta il trailer di Heavyweight

Il trailer del podcast Heavyweight è, secondo me, uno dei migliori esempi ad oggi presenti sul web ed è sempre stato una mia grande fonte di ispirazione e di studio per il suo ottimo bilanciamento.
È diviso in tre parti distinte, intervallate dal collage di voci dei protagonisti:

  1. Introduzione dell’host e nome del podcast
    “From Gimlet Media, I’m Jonathan Goldstein and this is Heavyweight”
  2. Spiegazione del tema del podcast
    “Join me as I go and and backpedal my way into the past like a therapist with a time machine”
    “Maybe you’ve laid awake imagining how it could have been, how it might yet be, but the moment to act was never right. Well, the moment is now!!”
  1. Il beneficio per l’ascoltatore e le informazioni per ascoltarlo
    “Help me to help you to help me by listening to Heavyweight”
    “Follow and listen for free on Spotify or any podcast app”

Oltre all’ottimo bilanciamento di queste tre parti che dividono perfettamente i momenti del podcast è da notare l’uso davvero sapiente delle voci dei protagonisti che vanno a definire e completare ulteriormente le frasi della voce narrante che ho indicato in questi tre punti.

In particolare sono da notare 2 escamotage narrativi molto forti:

  1. La voce narrante, prima di presentarsi ufficialmente, usa la scusa di suonare un campanello e al citofono dice al proprietario di casa: “Hi, it’s Jonathan” in modo da far sentire la propria voce tra quella dei personaggi, prima di presentarsi formalmente al pubblico.
  2. Il beneficio dell’ascoltatore è molto chiaro e ingaggiante:
    “Help me to help you to help me by listening to Heavyweight” (Aiutami ad aiutarti ad aiutarmi ascoltando Heavyweight).

    E come si fa a dire di no????

Be My Diary 

Possiamo ritrovare una struttura a blocchi distinti anche in Be My Diary, il primo podcast che ho creato e per il quale ho deciso di fare un trailer per introdurre la seconda stagione.
In questo podcast si parla dei diari segreti e di cosa accadrebbe se si potessero leggere ad alta voce. In particolare l’ho fatto per due anni con il mio.


Anche qui è presente l’alternanza tra voci dei protagonisti e voce narrante.
In questo caso i momenti sono ben definiti anche dal cambiamento sonoro delle musiche di sottofondo.

  1. Domanda che introduce il tema
    “Se potessi tornare bambino che forma avrebbero i tuoi segreti?”
  2. Domanda ingaggiante
    “Ora immagina di essere in un parco e di trovare un diario abbandonato. Se nessuno ti stesse guardando lo leggeresti?”
  3. Presentazione dell host e del podcast
    “Io sono Rossella e questo è il mio diario.”

Sono sempre stata una ama il percorso più dell’arrivo, che più della fine ama l’inizio. Ma l’inizio di che cosa non lo so! Ma in fondo quando ho combinato davvero qualcosa di buono nella mia vita mica mi son accorta che stava iniziando.

  1. Informazioni su dove e come ascoltare il podcast e call to action
    “Be My Diary è un audio progetto sulla vulnerabilità e la fragilità di ognuno di noi
    Ascolta il mio diario su Itunes Spotify e tutte le piattaforme e conosciamoci meglio sul mio sito e iscriviti sulla newsletter”

Il trailer di Be my Diary è stato realizzato nel 2019 ma ancora oggi amo riascoltarlo, per la delicatezza delle voci dei protagonisti che vanno dai 3 anni e mezzo ai 60 anni di età!

Si tratta di un trailer mediamente molto lungo, che si assesta sui 3 minuti, ma in questo caso aveva anche e soprattutto la funzione di puntata pilota.

La città dei vivi 

Parlando di durata possiamo osservare come negli anni la durata media dei trailer si sia assestata sui 60 secondi al massimo per essere condiviso più facilmente sui social, ad esempio nelle stories di Instagram.

Un trailer di questa durata, ma che comunque mantiene un’ottima struttura e un taglio cinematografico, è quello che Nicola LaGioia ha creato assieme a Chora Media.
Il podcast racconta in dettaglio il caso dell omicidio di Luca Varani.

Anche in questo caso troviamo alternanza di voce narrante e voci dei protagonisti e spezzoni di interviste e telegiornali a farci capire subito che si tratta di un’inchiesta.

Il trailer parte in maniera molto forte con il ribaltamento del punto di vista:
“Tutti temiamo di vestire i panni della vittima.
Preghiamo Dio o il destino di non farci trovare per strada un assassino. Ma quale sforzo emotivo dobbiamo superare per immaginare di essere noi un giorno a vestire i panni del carnefice?”

E solo alla fine l’host si racconta e si presenta:
“Io sono Nicola LaGioia e questo è un podcast di Chora Media. Si chiama La Citta dei Vivi”

Biscottis  Storie dall’internet

Un trailer completamente diverso invece è quello di Biscottis, podcast originale Spotify in cui i The Jackal percorrono la storia pop di internet attraverso aneddoti e momenti assurdi.


Si tratta di un dialogo con numerosi protagonisti e il trailer porta già gli ascoltatori in questo mood.
I podcast in formato dialogo sono sempre molto complessi sia da creare, che da produrre perchè il requisito fondamentale è la spontaneità.

In questo caso si tratta di un ottimo esempio di dialogo spontaneo e qui il vantaggio è proprio l’interazione vincente tra i protagonisti.
Non sono state usate tecniche particolari, sound design o blocchi narrativi come nei precedenti ma tutto è affidato al dialogo. È ovviamente pensato per un pubblico un po’ più giovane rispetto ai precedenti e fa della freschezza e dell’immediata leggerezza il suo cavallo di battaglia.

INDAGINI

Non tutti i trailer devono per forza essere complessi e articolati, anzi. Possiamo optare anche per qualcosa di piu semplice, lineare e immediato.

Un ottimo esempio di trailer semplice e lineare è sicuramente quello di “Indagini” de Il Post.


Indagini racconta alcuni dei più noti fatti di cronaca nera in Italia, concentrandosi soprattutto su cosa sia successo dopo: allo scopo di conoscere meglio quelle vicende ma soprattutto il funzionamento concreto della giustizia, tutto quello che accade prima di una sentenza. Si tratta di un podcast di Stefano Nazzi, giornalista con tanti anni di esperienza nel racconto della cronaca italiana.

La vera forza di questo trailer è proprio l’ottima scrittura che pone tutta l’attenzione sul tema del podcast che è spiegato in maniera diretta dalla voce narrante, dando un’anticipazione di cosa possiamo aspettarci nelle puntate.

Conclusione

Riassumendo, i vantaggi dell’avere un trailer del podcast sono diversi:

  • avere un contenuto di presentazione più facile e immediato;
  • attrarre gli ascoltatori indecisi se ascoltare la serie o no;
  • sfruttare il posizionamento vantaggioso su alcune piattaforme di ascolto;
  • occupare il tempo di distribuzione della serie senza intaccare gli ascolti della prima puntata.

Ecco perché è molto importante lavorare bene sul trailer: è il vero biglietto da visita del podcast e non una spesa in più o un contenuto superfluo.

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