Qual è il miglior microfono per fare podcast? Quale scheda audio scegliere? A queste domande non c’è un’unica risposta. Dipende dal budget, dal risultato che si vuole ottenere, dall’ambiente in cui si registrano gli episodi e da altri fattori.
Del tema “gli strumenti per fare podcast” che utilizzo per registrare e produrre in casa ne ho parlato nella puntata presente su Branded Podcast Italia.
Chi preferisce l’ascolto alla lettura, può trovare l’elenco dei microfoni, dei preamplificatori, delle schede audio, delle cuffie e di tutti gli altri attrezzi da me provati, consigliati (e sconsigliati) nella sezione: “Descrizione dell’episodio”.
La puntata prende ispirazione dalle tante domande che mi sono state fatte riguardo attrezzatura da me utilizzata in occasione dei recenti webinar: “Quanti ascolti dovrebbe fare un podcast” e “Presenta la tua idea alle case di produzione”
La puntata e questo articolo trattano temi un po’ tecnici. Chi già conosce il mondo del podcast sicuramente non troverà difficoltà a comprendere tutti i concetti, chi è agli inizi può comunque trovare utili spunti per risparmiare denaro ed evitare errori.
Differenze tra attrezzature per fare podcast in casa o in studio
Le attrezzature che utilizzo in casa sono molto diverse rispetto a quelle presenti nello studio di registrazione Insomnia a Reggio Emilia dove vado a produrre i podcast per i brands. La strumentazione che descrivo in questo articolo è ideale per chiunque desideri aprire un piccolo studio in casa, in ufficio o all’interno di una scuola, in ambienti cioè non trattati acusticamente. Ecco l’attrezzatura che utilizzo attualmente:
Microfono per fare podcast
Il microfono che utilizzo, lo stesso da cui sentite la mia voce ascoltando gli episodi presenti su Branded Podcast Italia, è lo Shure Sm7b. Si tratta di un microfono molto popolare utilizzato sia nell’ambito podcasting sia nell’ambito musicale.
Devo dire che si tratta di un ottimo acquisto. È un microfono dinamico, xlr, a figura cardioide.
Lo Shure Sm7b è esattamente quello che mi serve. Lavorando da casa non ho bisogno di altre figure polari e pertanto trovo funzionale lavorare con un dinamico che mi toglie problemi in post produzione.

Non si tratta di un microfono con cui mi sono subito trovata bene. Agli inizi la voce risultava scura e cupa. Tuttavia modificando le varie impostazioni sul retro del microfono e con un po’ di equalizzazione sono riuscita a trovare la quadra.
Preamplificatori microfonici per podcast
Grandi microfoni portano grandi responsabilità. Lo Shure Sm7b ha bisogno di un preamplificatore.
Quest’ultimo è uno strumento che va posizionato tra il microfono e la scheda audio. La sua funzione è quella di amplificare il segnale del microfono che altrimenti sarebbe troppo debole per essere gestito correttamente dalla scheda audio.
In linea di massima una buona scheda audio non ha bisogno di un preamplificatore, tuttavia, nonostante la scheda che utilizzo sia più che buona, preferisco comunque avvalermi del preamplificatore così da non utilizzare la scheda audio alla massima potenza. Questo modo di procedere mi evita i fastidiosi fruscii e ronzii.
Il preamplificatore che attualmente utilizzo per fare podcast è il Triton FetHead. Ha la forma di un cilindro e va posizionato tra il cavo xlr e il microfono. Diversamente può anche essere posizionato tra il cavo e la scheda.
In commercio ci sono anche altri preamplificatori. Ad esempio, il Cloudlifter. In questo caso si tratta di una scatoletta di colore azzurro largamente utilizzata soprattutto da coloro che registrano brani musicali o episodi live.
Nel mio caso, trattandosi di un podcast parlato, mi sento di dire che non c’è grande differenza tra i due preamplificatori. Tuttavia, man mano che i volumi si alzano, il Cloudlifter risulta migliore ma è anche più costoso rispetto il Triton FetHead.
Schede audio per podcast
Passando alle schede audio collegate dal cavo xlr, quella che attualmente utilizzo è l’Audient ID22.
È una scheda di buona qualità. È dotata di due ingressi xlr e altre uscite (monitor, casse…) le quali aumentano le possibilità e facilitano l’ottenimento di ottime prestazioni.
Prima di acquistare la scheda Audient ho sperimentato altre schede. La prima che ho utilizzato era una Presonus Audiobox ITwoo. Questa scheda non mi è mai piaciuta.
Sebbene svolga bene il lavoro, emette un ronzio, dato dai circuiti interni, ogni qual volta viene spinta al massimo delle sue capacità. Questa caratteristica, in realtà, è presente in tutte le schede audio, ed è per questo che consiglio sempre di non portarle oltre i tre quarti delle proprie capacità. Nel caso della scheda Presonus, trovavo quella caratteristica troppo presente e limitante.

Soluzioni all in one per podcast
Tra le soluzioni all in one a cui dare uno sguardo c’è anche il Rodecaster Pro, versione 2.
Acquistarla permette di avere a disposizione una vera workstation.
Il Rodecaster, infatti, non solo funge da scheda audio, ma è una postazione di lavoro all in one che permette di collegare fino a 4 microfoni, lo smartphone e il PC a un PAD. Quest’ultimo si può poi utilizzare per assegnare i tasti a dei suoni.
Il Rodecaster Pro è molto comoda e la utilizzo soprattutto e mi trovo in situazioni in cui non so bene cosa devo registrare.
Ad esempio la trovo utile per le registrazioni da telefono o per creare una piccola stazione audio. Inoltre è molto comoda anche per registrare interviste da remoto.

Per quanto riguarda le registrazioni in casa, trovo la scheda Audient più silenziosa rispetto il Rodecaster PRO. In più l’accoppiata Roadcaster – Shure Sm7b non la trovo particolarmente vantaggiosa. Diversamente la work station funziona bene con microfoni meno onerosi in termini di potenza quali:
Per fare un esempio, il podcast Muschio Selvaggio utilizza l’accoppiata Shure Sm7b – Rodecaster, ottenendo un suono che, a mio avviso, potrebbe essere migliore utilizzando un diverso setup.
Supporti e aste per microfono
Il braccio per il microfono è un accessorio che per molto tempo ho ritenuto non valesse la pena spenderci cifre elevate. Tuttavia, dopo aver provato il braccio pieghevole da scrivania Rode PSA1, ne sono diventata la fan numero uno.
Questo braccio per microfono ha cambiato la mia idea sugli accessori. Di solito non consiglio di spenderci tanto. In fondo un supporto altro non è che un’asta. Va bene acquistarne una economica.
Io stessa ho utilizzato l’economico braccio di marca Neewer. Si tratta di un braccio entry level che svolge discretamente il suo lavoro. Tuttavia, utilizzandolo mi sono resa conto della sua scomodità.
In particolare, il cigolio sempre presente ogni qual volta lo dovevo riposizionare, la scomodità della rotellina e la molla che ogni tanto scattava, mi hanno presto convinta ad acquistare un braccio migliore il Rode PSA1. Sicuramente, spendere circa 80 euro per un braccio per microfono non è poco ma i benefici che si traggono sono notevoli.
Strumenti per fare podcast outdoor
Finora ho riportato gli strumenti che utilizzo per fare podcast da casa. Quando mi trovo fuori casa, utilizzo altre strumentazioni. Mi avvalgo di due registratori portatili. Il primo è lo Zoom H1n. Considero questo piccolo microfono una vera manna dal cielo.
Lo utilizzo per catturare i dialoghi e rumori di sottofondo in maniera rapida. Chiaramente, si tratta di dialoghi di sottofondo, che non rendono in alcun modo riconoscibile la voce delle persone. Ad esempio, quando ho bisogno di registrare un chiacchiericcio di sottofondo, in autobus, nascondo il microfono e registro alcuni scambi di battute.
Sempre per le registrazioni esterne utilizzo anche lo Zoom H4nPro o il fratello maggiore, lo ZoomH5.
Software per fare podcast
Ho utilizzato e utilizzo diversi software per produrre i podcast da casa. L’applicativo con cui mi trovo meglio è Adobe Audition.
Lo conosco molto bene tanto da poterlo utilizzare a occhi chiusi. In particolare la possibilità di utilizzare gli short cut, mi permette con mouse e tastiera di tagliare, copiare, unire e in generale svolgere tutte le operazioni molto rapidamente.
Ultimamente sto utilizzando anche Apple Logic Pro. Utilizzo anche quest’altro software non perché Adobe Audition non vada bene, ma perché non voglio abituarmi a usare sempre gli stessi applicativi.
Mi piace cambiare così da tenere in allenamento la mente, costringendola a imparare nuovi meccanismi e a sforzarsi di trovare modi sempre diversi, e migliori, di lavorare.
Sempre per il concetto appena riportato, sto provando anche Ableton Live. Il software è indicato per le produzioni musicali. Infine, a Natale mi sono fatta regalare il Novation Launchpad.
Quest’ultimo è un quadrato che presenta diversi bottoni che possono essere utilizzati per assegnare suoni, sequenze e così via, utili per creare musica elettronica.

Cuffie per podcast
Per quanto riguarda le cuffie per fare podcast. Ne utilizzo tre, di diversi tipi:
- Chiuse
- Semi chiuse
- Aperte (acquisto recente)
Per quanto riguarda le cuffie chiuse utilizzo le Sony MDR 7506. La caratteristica delle cuffie chiuse è che non esce e non entra alcun suono dal padiglione: l’isolamento acustico è totale.
Utilizzo anche delle cuffie semi chiuse, le AKG K240. Queste sono una via di mezzo, un po’ di suono esce e un po’ di suono esterno entra nel padiglione.
E infine, da poco, ho iniziato anche a utilizzare delle cuffie aperte, in particolare le AKG K702. La caratteristica di queste ultime e che entrano in cuffia tutti i suoni esterni ed escono tutti i suoni interni.
È lecito chiedersi a che servono delle cuffie che lasciano passare ogni suono esterno, anche il movimento di una sedia.
La realtà è che una cuffia aperta mi permette di avere una percezione molto simile all’esperienza di ascolto reale, quella cioè che avviene mediante l’ascolto di un podcast dalle casse audio o in macchina. Soprattutto perchè non avere una stanza adeguatamente trattata in casa rende pressochè vano il senso di utilizzare casse esterne in casa.
L’acquisto di cui mi sono pentita
Concludo l’articolo riportando un acquisto di cui mi sono pentita: il microfono Rode NT Usb. Sconsiglio l’acquisto di questo microfono non perché non svolge bene il suo lavoro, al contrario lo svolge fin troppo bene, tanto da rivelarsi poco utile per essere utilizzato in ambienti domestici o comunque in ambienti non trattati acusticamente.
Con il microfono Rode NT Usb ho registrato la prima stagione di Be My Diary. Ascoltandola, un orecchio attento, può percepire la dimensione e la forma della stanza in cui mi trovavo durante la registrazione.
Il microfono Rode NT è un microfono a condensatore che sebbene sia ben realizzato, lo trovo inadatto per le registrazioni in casa, mentre per quanto riguarda le registrazioni in studio, prediligo microfoni di maggiore qualità.
In conclusione si tratta di un microfono di media fascia che non trova un’efficace applicazione in ambito podcast casalingo
Gli strumenti per fare podcast: le conclusioni
Online si leggono molteplici consigli riguardo quale sia il miglior microfono per fare podcast e in generale quale sia la miglior attrezzatura di cui dotarsi. Come abbiamo visto però, non esiste una migliore attrezzatura in assoluto. Molto dipende da:
- La stanza in cui si registra
- L’ambiente
- La capacità di utilizzare gli strumenti
- Il budget
- La qualità del risultato che si vuole ottenere
Come abbiamo visto, non sempre con gli strumenti ci si trova bene. A volte è amore a prima vista, altre volte non si vede l’ora di rivenderli.
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