Definizione: cosa sono i videopodcast o podcast video
I video podcast o podcast video o vodcast sono dei podcast che oltre all’audio aggiungono anche il formato video.
All’estero si chiamano spesso anche videocast e sono nati principalmente negli USA per poi diffondersi recentemente anche in Italia. Si tratta di podcast in formato talk in cui è possibile vedere, oltre che sentire, l’host e i suoi ospiti seduti ad un tavolo chiacchierare di tantissimi argomenti. I formati talk e intervista sono quelli maggiormente utilizzati ad oggi.
Nel corso online di podcasting avevo già parlato di videopodcast nel 2020, ma abbiamo dovuto aspettare fino al 2022 per averli anche in Italia!
I podcast video sono disponibili in Italia
I video podcast sono arrivati anche in Italia grazie a Spotify. La piattaforma musicale e di podcast aveva già aperto il mercato ai video podcast nel 2021, ma fino ad oggi erano disponibili solo in US, UK, Australia, Nuova Zelanda e Canada.
A partire dal 12 luglio 2022 i podcast video sono disponibili anche in Italia, Spagna, Germania, Francia, Messico e Brasile solamente su Spotify.
In passato Spotify aveva già mostrato interesse per i podcast video acquistando in esclusiva il videopodcast di Joe Rogan, il videopodcast più famoso al mondo “The Joe Rogan Experience”. Un accordo da 100 milioni di dollari per questa esclusiva, che ora però alcune voci indiscrete dicono che sia stato chiuso per 200 milioni!
Ma non è l’unico podcast video che Spotify ha in esclusiva, infatti il primo video podcast Originale Spotify in Italiano è stato “New G” con cinque giovani content creator: Momo, Raissa, Nimi Abdoulaye (alias Isabo), Tasnim Ali e Dayoung Clementi.
Sono previste 50 puntate.
Per chi sono i podcast video?
È lecito domandarsi come mai una piattaforma audio-only come Spotify decida di aprirsi verso un formato completamente diverso, per tanti anche controintuitivo rispetto al servizio che propone.
E soprattutto come mai investire così tanto?
La risposta è sicuramente complessa ma risiede nel pubblico dei videopodcast: si tratta della Gen Z che ad oggi sono la maggiorparte degli utenti di Spotify. Non potendo trovare i podcast video su Spotify, gli utenti più giovani si riversano su altre piattaforme come Youtube e Twitch. Con la mossa dei videopodcast Spotify si assicura una fetta ampia di pubblico, fornisce un servizio in più e si mette in diretta concorrenza con Youtube e Twitch.
Dove vedere i video podcast
Fino ad oggi, chi voleva creare o vedere un videopodcast doveva andare su Youtube o su Twitch. Famosi infatti sono i casi di “Muschio Selvaggio” di Luis Sal e Fedez e “Cachemire” di Luca Ravenna ed Edoardo Ferrario proprio su Youtube o il “Cerbero Podcast” su Twitch.
Dal 12 luglio invece è possibile trovare tanti nuovi videopodcast su Spotify e i content creator e i podcaster possono iniziare a creare i loro podcast video e caricarli su Spotify.
Come vedere i video podcast su Spotify
Per vedere i videopodcast da mobile su Spotify basta:
- accedere alla piattaforma
- cliccare la lente di Ricerca da mobile
- entrare nella sezione “podcast”
- entrare nella sottosezione “videopodcast”
A questo punto ci basterà scegliere uno degli show proposti e cliccare una volta per far partire l’audio e nuovamente per poter far partire anche al versione video. I videopodcast sono fruibili sia in orizzontale che in verticale da mobile, anche se la fruizione a schermo orizzontale è più indicata. Ora non ti resta che scoprire quali preferisci.
Per quanto riguarda la ricerca dei video podcast su Spotify da pc non è ancora presente la categoria specifica ma verrà presto inserita.
Per ora l’unico modo per trovare videopodcast e vederli da pc è conoscere già i nomi. Come fare quindi? Ho preparato una playlist per aiutarti in questo compito!
I migliori videopodcast italiani
Ora che sai come vedere i videopodcast su Spotify, su Youtube e su Twitch ti basta solo decidere cosa guardare! Per aiutarti nella scelta ho preparato una playlist dei migliori videopodcast da ascoltare e vedere sulle tre piattaforme.
Se invece vuoi provare questa nuova esperienza dei video podcast solo su Spotify puoi seguire la playlist che ho creato per te e che aggiorno costantemente.
I migliori podcast video americani
Se vuoi cimentarti nella visione di videopodcast in lingua inglese o vuoi prendere spunto per creare il tuo prossimo video podcast puoi cercare i migliori video podcast americani e in lingua inglese.
Sicuramente puoi partire dall’immancabile “The Joe Rogan Experience”, già citato sopra, con le sue interviste chilometriche. Altri video podcast da cui prendere ispirazione invece sono:
I format del podcast video
Per ora i videopodcast prendono spunto dal modello americano che prevede, nella maggior parte dei casi, un talk o una chiacchierata o un’intervista.
Quindi aprendo un podcast video potremo vedere un setup simile a quelle delle interviste televisive americane: una scrivania e l’host e gli ospiti che parlano guardandosi in faccia con un microfono a testa. Si fa ancora fatica ad immaginare un videopodcast fiction o in movimento, ma come si dice: mai dire mai!
Perchè fare un video podcast: a cosa servono e ha senso crearne uno?
Se ti stai domandando a cosa servono i video podcast e se ha senso pensare di creare un podcast video nel 2022 possiamo provare a ragionare insieme:
- Sicuramente entrare ora nell’ambito del videopodcast come content creator ci aiuta a posizionarci perchè il mercato italiano si è appena aperto.
- Inoltre possiamo raggiungere target di pubblico diversi da quelli che potevamo raggiungere fino ad ora con il podcast, sopratutto la Gen Z che è un pubblico che è sempre più interessante per le aziende.
Dall’altro lato però ci sono meno possibilità di scelta sui tipi di formati narrativi: chiacchiera, talk e intervista vanno per la maggiore e tutto ciò che prevede un grande lavoro di montaggio sonoro deve trovare un supporto video a sostegno.
Quindi come sempre la scelta va fatta sulla base di interessi e obiettivi: in tanti si butteranno sul videopodcast, come è stato per il podcast… ma quanti lo faranno perchè lo desideravano davvero e non perchè sarà la nuova moda?
Come creare un podcast video da soli
Se hai deciso che il videopodcast fa per te e si adatta al tuo progetto, allora puoi iniziare a crearne uno in autonomia o in un gruppo di lavoro.
Immagino che ciò che ti crea ansia possa essere la strumentazione e infatti di questo ne parliamo tra poco, ma la cosa positiva è che dopo tanti anni di Youtube ci sono online tantissimi tutorial di come creare video anche in maniera molto semplice per chi parte da zero.
Il mio consiglio, così come nel podcast, è quello di ragionare molto bene su perchè vogliamo creare questo show e come mai gli ascoltatori dovrebbero seguire noi.
Trattiamo un tema particolare o di cui siamo esperti ed esperte? Vogliamo invitare ospiti diversi dal solito o vogliamo dare voce a storie e persone che altrimenti faticherebbero a trovare un posto sul web per raccontarsi?
Insomma, prima di partire bisogna chiarire il perchè vogliamo farlo e quale beneficio avrà l’ascoltatore nel seguire il nostro show.
Ti consiglio quindi di trattare il videopodcast esattamente come un podcast e prima di mettere mano alla strumentazione, di creare un pitch e una brief memeorable sentence che chiariscano bene questi punti
La strumentazione per i videopodcast
Microfoni, aste, filtri antipop, cuffie, mixer o schede audio, cavi: come vedi la strumentazione audio è simile a quella del podcast con la differenza che dovendo probabilmente gestire vari microfoni, è meglio orientarsi su microfoni dinamici, per evitare i rientri della voce di uno nel microfono dell’altro.
Il posizionamento dei microfoni in questo caso è fondamentale, non tanto ai fini dell’inquadratura ma proprio per evitare questo fenomeno chiamato in gergo “mic bleeding”.
Altro fattore rilevante è che i microfoni dovranno essere con attacco XLR perchè dovranno entrare in un mixer o scheda audio che prevederà solo questo tipo di attacchi.
La strumentazione in questo caso riveste non solo un ruolo tecnico ma anche un ruolo estetico nel contribuire al prestigio percepito: si scelgono volutamente microfoni di fascia alta e console e mixer ben in evidenza per avere un’immagine più accattivante.
Per quanto riguarda luci e inquadrature, scordiamoci la telecamera fissa, ma ci sono almeno due punti di ripresa che alternano le inquadrature: da un totale dell’ambiente, al dettaglio, primo piano o mezzo busto, di chi sta parlando di volta in volta. Le luci ricordano un po’ le atmosfere di Twitch che hanno contaminato il mondo video già da un po’ di anni: luci led e fluo a profusione.
Per quanto riguarda invece la parte video ti consiglio di seguire Alessio Furlan, esperto di fotografia e podcaster mentre per le luci e il setup della stanza i miei guru sono Ben Johnson e Peter McKinnon.
Se ti stai chiedendo quali software usare per registrare e montare videopodcast, qualsiasi software di editing video farà al caso tuo. Ne cito tre tra i più utilizzati e conosciuti.
1. Adobe Premiere Pro
Software di editing video leader del settore, particolarmente indicato per i professionisti.
2. Final Cut Pro
L’editor video più popolare per Mac.
3. MiniTool MovieMaker
Indicato per i principianti. È semplice da usare ma include tutte le funzionalità di modifica necessarie.
Un ruolo decisivo lo compie anche l’ambiente e il setup che contribuirà a dare un effetto più intimo, più professionale o più moderno al nostro video podcast.
A chi rivolgersi per crearne uno
Se creare un podcast richiede le competenze del podcast producer: scrittura, registrazione, montaggio, sonorizzazione, distribuzione e di marketing; con il video podcast dobbiamo aggiungere competenze di illuminazione e ripresa video.
Può essere anche utile avere una regia o qualcuno che si occupi della gestione audio e di quella video.
Non a caso stanno nascendo sempre più studi in Italia che permettono di affittare le proprie stanze già dotate di tutto per creare i propri video podcast.
Dove caricare un podcast video
La risposta più facile potrebbe sembrare Youtube o, se preferiamo andare in dietta e una maggiore interattività con la nostra community, suggerirei Twitch.
Al momento però vista la novità che Spotify ha introdotto, vale la pena sperimentare e creare un video podcast su Spotify.
Tra tutte le piattaforme dedicate al podcast infatti, ad oggi Spotify è l’unica che permette di vedere i videopodcast. Gli stessi videopodcast, sulle altre piattaforme podcast come Apple podcasts, Google Podcasts o Amazon Music, saranno caricati e fruiti come semplici podcast audio.
Ma come caricare un video podcast su Spotify? Lo vediamo subito.
Come distribuire un videopodcast su Spotify
L’unico modo per distribuire un podcast video su Spotify è quello di caricarlo sul suo hosting proprietario, ovvero Anchor.
Anchor, di proprietà di Spotify è infatti l’unica piattaforma che ci permette di caricare un video podcast e di distribuirlo come video su Spotify e ovunque tramite feed rss come contenuto audio podcast.
Videopodcast su Anchor
Per rispondere alla domanda come distribuire un podcast video su Spotify caricando il videopodcast su Anchor, può essere utile guardare il tutorial realizzato direttamente dalla piattaforma Anchor e disponibile su Spotify.
Se è la prima volta che crei video podcast su Anchor ecco cosa devi fare:
Migrare tutti i propri video podcast su Anchor e caricarli in blocco
Se già produci contenuti video e hai pubblicato podcast video su Youtube o Twitch, una parte del lavoro è già fatta e puoi organizzarti per pubblicare i tuoi video podcast anche su Spotify.
Cosa succede agli episodi del podcast già pubblicati senza video?
Anchor ha messo a disposizione un nuovo strumento di migrazione per la sostituzione in blocco che permette di sostituire tutti gli espisodi audio precedentemente pubblicati con le nuove versioni video.
Videopodcast su Spreaker
Attualmente Spreaker, il popolare hosting audio di origine italiana e molto diffuso nel nostro Paese, non consente di caricare e distribuire videopodcast in quanto questa funzione è una prerogativa di Spotify di cui Anchor fa parte. Ma non è detto che in futuro le cose cambino.
Le critiche
C’è chi si chiede quale sia la differenza tra un video di Youtube e un podcast video. Ed è una domanda assolutamente legittima.
Non sono mancate infatti le critiche all’annuncio di Spotify di aprirsi al formato podcast video. La critica riguarda appunto i confini tra i due formati.
Perchè chiamarlo podcast, che per definizione è un contenuto audio, se poi c’è il video?
La paura più grande è quella di veder snaturato il formato audio only a cui il podcast ci ha abituato. Infatti se è vero che il motivo della grande crescita del podcast è che possiamo fare altro mentre ascoltiamo e non siamo obbligati a guardare il video, con il video podcast apparentemente sembrerebbe di fare quasi un passo indietro.
Ma è davvero così?
O forse è solo un modo di aprirsi a formati diversi, maggiori tipologie di pubblico e, perchè no, anche di comunicazione di brand, prodotti e servizi?
Ti dico la mia qui sotto.
La mia opinione
Voglio essere molto onesta: io ho 40 anni e per il web sono vecchia.
Non sono vecchia anagraficamente o di spirito ma digitalmente sì. È un dato di fatto che riguarda tutti quelli della mia generazione che non sono nati con il digitale.
Noi ci ricordiamo ancora quando le ricerche si facevano sull’enciclopedia cartacea e non c’era wikipedia o Google che organizzavano le informazioni e il mondo.
Ecco perchè se fatico un po’ a comprendere i video podcast forse non è un problema dei podcast video ma è un problema anagrafico: quel tipo di contenuto non è destinato a me e al mio pubblico.
Per me ci sono gli audiolibri, i podcast narrativi, di fiction, di storytelling di crescita personale. Non ho la voglia e il tempo di ritornare davanti al video dopo che ci passo già tutta la giornata per lavoro. Ma questo è un problema mio e non del formato.
Evidentemente quel tipo di contenuti è pensato per un altro tipo di pubblico che sono certa abbia le stesse perplessità invece sul formato audio only.
Insomma, a ciascuno il suo.
Non ci sono formati sbagliati a prescindere, ma non è detto che tutto quello che c’è sul web sia per tutti.
Il web è uno spazio virtuale non diverso da uno spazio fisico. E così come nel mondo fisico ci sono luoghi adatti ad un certo tipo di utenza, anche nel mondo digitale ci sono luoghi specifici per ogni target. Ma nella vita vera non mi sognerei mai di andare in un asilo e poi lamentarmi perchè i giochi erano troppo infantili o andare in un centro per anziani e stupirmi che non ci sono i miei coetanei… ecco per me abitare il web significa esattamente questo:
capire che non ci sono formati giusti o sbagliati, ma ci sono solo esigenze e pubblici diversi.







