Backstage: Come ho realizzato “Ama ciò che fai” di Raffaele Gaito

backstage_Blog Ama ciò che fai - Raffaele Gaito

Come funziona il lavoro del podcast producer? Cosa vuol dire fare questo mestiere?   

Ne parlo nella nuova rubrica: Backstage podcast. Vi propongo alcuni podcast a cui ho lavorato e che vi aiuteranno scoprire qualcosa in più sul lavoro del podcast producer.

In questo post parliamo del podcast di Raffaele Gaito “Ama ciò che fai”. La serie è presente sulla piattaforma Storytel con la quale collaboro per la realizzazione di podcast originali. 
Storytel è una piattaforma di servizi di streaming riservata agli abbonati, all’interno troverete podcast, audiolibri ed ebook. Se non siete già abbonati, sul sito di Storytel potete attivare una prova gratuita. La puntata “Backstage” è invece su Spotify, nella stagione 2 di Branded Podcast Italia.

Di cosa parla “Ama ciò che fai”? 

“Ama ciò che fai” è un podcast dedicato alle biografie di 8 personaggi, uomini e donne, alcuni attuali, altri del passato.

Questi personaggi hanno una caratteristica in comune: l’aver raggiunto il successo solo dopo un lungo percorso fatto di sacrifici, ripensamenti ed errori. Ciò che li accomuna è l’aver perseverato nonostante le difficoltà incontrate durante il percorso. 

L’obiettivo del podcast, oltre raccontare le 8 biografie, è quello di narrare 8 percorsi e mettere in evidenza anche e soprattutto ciò che c’è dietro il successo che, spesso non è altro che la punta dell’iceberg. 

A corollario delle storie biografiche, Raffaele aggiunge il suo punto di vista su gli insegnamenti che si possono trarre delle vicende raccontate.

Creare un podcast da un film, un libro, o una serie TV

La serie “Ama ciò che fai” nasce successivamente alla pubblicazione del libro “L’arte della pazienza” di Raffaele Gaito. Il processo d’ideazione e successiva creazione di un podcast che deriva da un prodotto già presente sul mercato (film, libro, serie TV…) necessita di un lavoro di adattamento. Non si tratta solamente leggere e registrare il testo (altrimenti sarebbe un audiolibro)!

Il lavoro è più complesso, bisogna ripensare completamente alle storie, che funzionavano in formato scritto (o video), riscriverle e rielaborarle. 

Questo lavoro di adattamento va fatto per diversi motivi.

Il primo è relativo alla durata.

Il secondo riguarda il linguaggio, che va adattato tenendo presente che la storia verrà ascoltata e non più letta o vista.   

In cosa consiste il lavoro di podcast producer 

Per come lo intendo io il lavoro del podcast producer, non si riduce solo all’inserire la musica e i suoni in una storia, ma, come anticipato, di co-creare il podcast insieme all’autore. In altre parole, svolgo anche il lavoro dell’editor. A differenza del classico editor per i testi, il mio ruolo consiste nel guidare l’autore a scrivere per immagini e a creare testi già pensati per come dovranno essere poi montati.

Vediamo nel dettaglio quali sono le fasi del lavoro di podcast producer nel progetto

Fase 1: Come declinare le storie

Il primo punto con il quale confrontarsi con l’autore è stabilire come declinare le storie.

Ho chiesto a Raffaele se realizzare una serie podcast incentrata sulle biografie o sugli insegnamenti che possono essere tratti leggendo le biografie. 

Optare per una o l’altra opzione è importante poiché permette di stabilire il focus principale del podcast. Nel caso specifico si è trattato di definire quanto peso attribuire alle biografie e quanto agli insegnamenti il tutto tenendo presente una durata media di ogni puntata compresa tra i 25 e 28 minuti. 

Alla fine, si è optato per creare un podcast focalizzato sul personaggio e a margine riportare l’insegnamento che è possibile ricavare dalla sua storia. 

La decisione è stata presa poiché si è ritenuto prioritario dare un maggiore focus, e tempo, al percorso di vita e professionale che ha portato, tra mille difficoltà, i protagonisti delle storie ad avere successo. 

Fase 2: Stimolare la creatività 

Ho chiesto a Raffaele di procurarsi un mazzo di carte. Personalmente utilizzo il mazzo Fabula prodotto da Sefirot. Non sono comuni carte da gioco, ma 42 carte pensate per stimolare la creatività e inventare storie. Ad esempio, una delle carte permette di ragionare sugli oggetti, quelli cioè che hanno un ruolo per la storia e per i personaggi.  

In questa occasione, le carte sono servite per distaccarsi dall’idea originaria (quella del libro) e favorire l’ingresso della nuova idea (il podcast). 

Paradossalmente, quando già si è già lavorato su un progetto è molto difficile riuscire a rielaborarlo e ripensarlo da zero. Bisogna ricreare un mondo, dei personaggi, i legami affettivi, le amicizie e così via.  

In tal senso, le carte Fabula, rappresentano un ottimo strumento per allontanarsi dagli schemi narrativi utilizzati per la realizzazione del libro. 

Fase 3: Scrivere e adattare il testo per il podcast

La terza fase ha visto Raffaele impegnato nella scrittura della prima puntata. Il mio compito è stato guidarlo nella realizzazione di un testo specifico per il podcast. I miei commenti non si sono concentrati sulla storia, ritengo infatti che sia l’autore a decidere il modo in cui raccontarla. 

Dove agisco è nella creazione di un testo per l’audio. Ho suggerito ad esempio di alleggerire alcune frasi lunghe ideali per la lingua scritta, ma non adeguate alla lingua parlata che è più elementare e lineare. 

Dopo aver creato e ottimizzato i testi per il podcast si è passato alla fase successiva: la registrazione. 

Fase 4: Pianificare la registrazione del podcast  

Generalmente la registrazione avviene in uno studio di registrazione e a parte i normali imprevisti del mestiere, tutto procede per il meglio poiché già si ha perfetta conoscenza degli strumenti per la produzione podcast a disposizione, dell’ambiente e delle possibili variabili.

In questo caso però, per questioni logistiche, non era possibile incontrarsi in uno studio di registrazione. Dopo aver vagliato le varie opzioni possibili e anche considerato che Raffaele non ha l’abitudine di registrare in uno studio, ho preferito permettergli di registrare le puntate dai suoi luoghi di lavoro. È qui infatti che è abituato a lavorare ed è da qui che il suo pubblico è abituato ad ascoltarlo. 

L’obiettivo è stato quello di mettere l’autore del podcast nelle migliori condizioni possibili per registrare le puntate evitando il rischio derivante dal registrare la puntata in un luogo non familiare, perchè avrebbe potuto irrigidire il risultato e limitarlo nella creatività. 

Fase 5: Registrare il podcast 

A questo punto l’unica cosa da fare era creare un ambiente in casa dell’autore ideale per registrare le puntate del podcast. Per riuscirci, Raffaele si è procurato pannelli, tappeti, coperte, tende, attaccapanni e tutta una serie di oggetti utili per assorbire il suono e limitare la dimensione dello spazio attorno a lui. 

Purtroppo, al contrario di quanto molti sostengono, l’interno di un armadio o il bagno non sono luoghi ideali per ottenere una registrazione di qualità. Non mi stancherò mai di dirlo!

Dal canto mio, la difficoltà è stata quella di percepire la qualità della registrazione a distanza. Ciò che sentivo durante la registrazione era un suono mediato dalla piattaforma audio video utilizzata (Zoom). Queste piattaforme restituiscono un suono diverso, dissimile dall’originale. 

Ad esempio, Zoom, Skype e simili, eliminano in automatico parte del rumore in sottofondo, un dettaglio quest’ultimo che per me sarebbe stato utile ricevere. Tuttavia, mediante la condivisione in tempo reale della schermata del software utilizzato da Raffaele per la registrazione in locale, sono riuscita a capire la qualità della registrazione.  

Al termine della registrazione di ogni puntata, ricevevo poi i file audio e facevo un rapido controllo per valutare la qualità del registrato e decidere se cambiare alcuni dettagli tecnici (ad esempio: la distanza dal microfono o alcuni volumi).

Fase 6: Il lavoro di editing e sonorizzazione 

Ricevute le tracce audio il lavoro di Raffaele è terminato.

Come podcast producer, mi sono occupata poi della fase di editing, ovvero il montaggio, e di quella di sonorizzazione. Per sonorizzazione s’intende il processo che porta l’inserimento di colonne sonore e accompagnamenti musicali. 

Diversamente da quel che si può pensare, sonorizzare una traccia audio mono voce è più complesso di quel che sembra. Il problema del mono voce è che può risultare noioso da ascoltare.

Le musiche hanno la funzione di accompagnare la narrazione ma servono anche a contestualizzare e dare ritmo alla narrazione, onde evitare che la voce narrante risulti troppo monotona e monocorde. Il mono voce ha quindi bisogno di: 

  • Pause
  • Momenti di stacco
  • Cambi di ritmo 
  • Musiche   

Inserire tutti questi elementi richiede un intenso lavoro, soprattutto considerato che le storie raccontate in “Ama ciò che fai”, sono ambientate in epoche storiche diverse. Mentre per i personaggi contemporanei è stato possibile inserire elementi audio attuali e facilmente reperibili, ad esempio, brevi estratti di telegiornale, per quanto riguarda i personaggi dell’800 è stato più difficile contestualizzarli.

Il personaggio più difficile?

Un personaggio né troppo recente, né troppo distante nel passato, vissuto durante i primi decenni del Novecento. Trovare dei suoni iconici di quel periodo non è stato così semplice, basti pensare che anche solo il suono di un treno o di una bicicletta negli anni ‘20 del Novecento era diverso rispetto al suono di un treno o di una bicicletta moderna.  

Inoltre, il personaggio in questione era italiano e questo mi ha portato a dover individuare delle sonorità riconducibili al periodo storico in questione, evitando che i suoni scelti risultassero una macchietta, cioè bizzarri e quasi comici. La sfida è stata riuscire a dare una dignità al personaggio senza renderlo un cartoon di sé stesso. 

Il lavoro del podcast producer da dietro le quinte

Appositamente non ho riportato i nomi degli 8 personaggi scelti per il podcast “Ama ciò che fai”. 

Dopo aver letto, o ascoltato, tutto quello che succede prima della realizzazione di un podcast tratto da un libro, certamente l’ascolto del podcast risulterà più interessante e piacevole.  

La serie è presente su Storytel, l’autore è Raffaele Gaito.

Se non sei ancora abbonat*, puoi provare gratuitamente il servizio per un mese utilizzando questo link e ascoltare il podcast di Raffaele e gli altri contenuti presenti nella piattaforma.  

Quanto riportato in questo approfondimento non è un contenuto sponsorizzato. Si tratta di un backstage realizzato per far conoscere meglio al pubblico in cosa consiste il mestiere del podcast producer, che, come visto, non è solo quello d’inserire le musiche ma è ben più articolato.  

Per saperne di più su questo e altri argomenti puoi dare un’occhiata alla pagina chi sono e come aiuto brand e agenzie a raccontare la propria storia attraverso parole, musica e suoni. 

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