Il mindset giusto per fare podcast nel 2023: 5 cose che ho capito

fare podcast nel 2023

Sono ormai sei anni e mezzo che lavoro nel mondo dei podcast. A partire dal 2019, il lavoro di podcast producer è diventato la mia attività principale, nonché l’unica. All’inizio, non era l’unico lavoro che facevo. Nel 2017 infatti collaboravo con una startup di successo, Fortune.fm (ora VOIS.fm) e, allo stesso tempo, gestivo lo studio di registrazione a Reggio Emilia che avevo fondato nel 2011.

Dopo sei anni, dal 2017 ad oggi, guardando indietro, mi rendo conto di come la mia mentalità, la visione e l’approccio al settore dei podcast siano cambiati. 
Oggi voglio parlarti dei cinque fattori chiave per avere il giusto mindset nell’affrontare il mondo dei podcast nel 2023. Per scoprirli è possibile continuare la lettura dell’articolo oppure ascoltare l’episodio dedicato e presente su Branded Podcast Italia.

Fare podcast nel 2023: cosa cambia

1. I podcast diventano una commistione tra contenuti e dati 

Il primo switch mentale che bisogna fare è quello di considerare i podcast non solo come contenuti da distribuire ma come commistione tra contenuti e dati. 

Mi spiego meglio, in passato, quando ho iniziato ad approcciarmi alle aziende, quello che mi veniva chiesto, e che io stessa comunicavo, era creare una relazione con gli ascoltatori.

Il podcast aveva e ha la caratteristica d’instaurare un rapporto con gli ascoltatori, aiuta a diffondere i propri valori e a creare un rapporto di fiducia con il pubblico. 

Questo non è cambiato ed è ancora la base dell’importanza del podcast, soprattutto nel rapporto tra l’azienda e il consumatore.

Tuttavia, nel corso degli anni la nascita di nuove piattaforme (Spotify e Google Podcast…) rende facile l’accesso a nuovi e a più dati e statistiche

Di conseguenza focalizzarsi solo sul contenuto non è più sufficiente. Una corretta comunicazione in ambito podcast oggi richiede la capacità di instaurare un rapporto con l’ascoltatore, ma anche la capacità di analizzare e trarre un vantaggio dalla mole e dalla granularità dei dati che si possono ricavare dalle statistiche collezionate da ogni puntata del podcast.  

Per inciso, non è necessario avere numeri stratosferici, anche se più sono alti, più i dati sono precisi. 

È sopratutto importante saper leggere e dare valore ai dati, proprio come diamo valore agli insight sui profili social. All’inizio, nessuno prestava attenzione a questi ultimi, ora tutte le strategie si basano su questi. 

Nel podcast, il concetto è lo stesso: non abbiamo accesso solo dati numerici, ma anche dati qualitativi come:

  • Demografia 
  • Genere
  • Età 
  • Device e sistema operativo 
  • La musica preferita 
  • Le parole utilizzate per cercare il podcast sul web

Questi dati ci danno una visione più completa dell’ascoltatore o, se si tratta di un brand, dei clienti o dei potenziali clienti.

Sulla base di quanto appena detto, ne consegue che, invece di pensare al podcast come a una scelta dell’ultimo minuto, un’azienda dovrebbe pensare al podcast come il primo strumento di comunicazione da utilizzare e partire da questo per imporstare le future attività di comunicazione. 

Ad esempio, sapere prima il genere musicale preferito dall’ascoltatore, facilita la scelta della musica da inserire nelle successive campagne pubblicitarie (reels e stories) sui social network.

In definitiva, pensare al podcast come strumento per dare il via alla comunicazione ci consente di raccogliere dei dati fondamentali e in modo organico. 

Questi dati sono rilasciati spontaneamente dagli ascoltatori, a differenza delle campagne ads che raccolgono dati solo da un pubblico già selezionato.

2. Il valore dei podcaster e delle podcaster indipendenti 

Il secondo aspetto riguarda i podcaster e le podcaster indipendenti. Questi creator, ormai da oltre un anno, pubblicano contenuti di livello sempre più elevato e sono ormai entrati in competizione con le case di produzione. 

Sebbene queste ultime hanno la capacità di creare più contenuti e di promuoverli meglio dando la percezione che solo loro creino contenuti di alta qualità, in realtà, ci sono tanti podcaster indipendenti che stanno producendo lavori eccellenti e rappresentano un bacino da tenere in considerazione per la produzione di un podcast. 

Gli indipendenti, non dobbiamo dimenticare, rispetto alle case di produzione, sono più liberi, comunicano in maniera più fresca e diretta e sopratutto dispongono di una community affiatata e attenta. 

Non è un caso che stiano emergendo anche altre tipologie di comunicazione come gli host read, i messaggi cioè letti dagli host di podcast indipendenti.

3. L’importanza delle community 

Le community rappresentano un asset fondamentale per il futuro dei podcast e non solo: sono in grado di battere gli algoritmi dei motori di ricerca, garantendo una maggiore visibilità ai contenuti pubblicati dagli indipendenti con cui condividono le medesime passioni e interessi. 

In tal senso si spiega il perché Spotify ha lanciato la feature: Spotify for Podcasters. Questa non solo apre a nuove opportunità di monetizzazione, ma permette anche di creare una partnership con Patreon. 

Patreon è una piattaforma che consente ai creator di guadagnare dai loro contenuti e di creare una community esclusiva, alla quale riservare contenuti extra o di valore diverso da quelli disponibili gratuitamente.

L’importanza della community è fondamentale per ogni attività online. Quando i social network perderanno il loro effetto, saranno le community a salvare la comunicazione online. Spotify ha capito l’importanza di questo aspetto e presto Spotify for Podcaster, nella sua versione completa, così come è già accessibile negli USA, sarà disponibile anche in Italia (per ora vediamo solo una piccola parte delle sue potenzialità).

4. Il valore delle nicchie 

Il quarto punto da considerare riguarda il valore delle nicchie. Nei podcast non è necessario avere un grande numero di ascoltatori, ma piuttosto il giusto numero di ascoltatori interessati all’argomento trattato. 

Più il bacino di utenti è verticale e specifico meglio è, fermo restando che la nicchia di riferimento può variare in base all’argomento del podcast. 

Ad esempio, se il podcast tratta di calcio, la nicchia sarà molto ampia, mentre se si parla di argomenti più specifici, la nicchia sarà più limitata. 

Lavorare sulle nicchie non dovrebbe spaventare, al contrario, è utile per raggiungere un pubblico già selezionato e interessato all’argomento trattato. In sintesi, concentrarsi sulle nicchie può essere un ottimo modo per raggiungere un pubblico fedele e appassionato.

5. Il concetto di multiformato 

L’ultimo punto inerentemente al mindset necessario da tenere per avere successo nel mondo dei podcast si concentra sul concetto di multiformato. 

Nel 2023, non è pensabile avviare un progetto podcast senza prevedere la possibilità di convertirlo in un formato diverso. 

Ad esempio, un podcast potrebbe trasformarsi in un libro, vendere i diritti per diventare un film o una serie TV o addirittura uno spettacolo teatrale. 

L’idea è che se si crea un podcast bisogna prevedere la possibilità che possa diventare anche un libro, un evento dal vivo, uno spettacolo teatrale, un film o una serie TV. E indubbiamente il concetto di multiformato è tra i trend 2023 del podcasting.

Ad esempio, all’estero, il podcast viene spesso utilizzato come prototipo per le serie TV, per verificarne il potenziale successo prima di realizzarla.

Il mindset da acquisire per fare podcast nel 2023: le conclusioni 

In questo articolo, mi sono concentrata sull’importanza del mindset da avere per fare podcast nel 2023. 

Non basta più solo fornire contenuti di alta qualità, ma è essenziale anche utilizzare e interpretare i dati per comprendere e coinvolgere meglio il proprio pubblico.

Inoltre, è importante considerare il mercato indipendente del podcasting, che rappresenta il futuro del settore, e le community che sono sempre più rilevanti anche all’interno dei podcast.

Infine, ho evidenziato l’importanza delle nicchie, che offrono l’opportunità di intercettare piccoli o grandi gruppi di ascoltatori altamente coinvolti, e il concetto di multiformato. Quest’ultimo dovrebbe guidare i podcaster a creare podcast che possano evolversi in altri formati come serie TV, libri e altro, adattandosi alle mutevoli esigenze del mercato.

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